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La pila di libri sul comodino si fa sempre più alta e il tempo sembra essere sempre meno, anche se le giornate si allungano. Allungano le gambe nude sulle sdraio, ma chi fatica resta a faticare. Sto per occuparmi, da un momento all’altro, di due traslochi eppure continuiamo a programmare cose da fare, come se così non fosse. Ha preso la curva larga ed è andato sul palo a 100 all’ora.
Come funzioniamo, come decidiamo la gerarchia d’importanza nelle cose che facciamo ogni giorno? Con l’agenda davanti, con il cuore nello stomaco, col groppo in gola, con l’ansia della prestazione, la mania della perfomance? Schivando il senso di colpa o abbracciandolo calorosamente, unico collante rimasto nella famiglia italiana. I lavori nella nuova sede procedono veloci. Il muro verde non è più tale. Alla fine vedrò quel che c’è da vedere e dirò: bellissimo, tempo per cambiare e soldi per ricominciare tanto non ce ne sono. Diluviava da giorni, quel gattino randagio era quasi morto, mio padre lo portò a casa e lo mise in forno, al minimo, per farlo scaldare.
Uno cerca di aiutare e sbaglia. Uno se ne frega, e sbaglia lo stesso. In entrambi i casi becca un rimbrotto, una tirannia d’orecchie che vista da fuori, che tristezza. Muta il telefono. Imbarazzo del protagonista mentre raggiunge la macchina. Nel traffico bestemmia i genitori che lo hanno messo al mondo. Allo stadio mi hanno inquadrato sul jumbotron, avevo un k-way blu, con il lupetto sopra, ero così felice che il prossimo anno mi abbono. Ho spedito una busta di fogli a Brooklyn. Ho spedito una lettera di insulti, ma poi l’ho rintracciata, me la sono ripresa prima che la consegnassero e l’ho mangiata piangendo seduto al tavolino di un bar: sarebbe stata la fine di un’amicizia. Un’amicizia già incrinata per di più. Gli insulti ( con classe, come sempre, ho frequentato scuole troppo buone per scadere nel pecoreccio ) erano più che meritati. Ma va bene così. La nomenclatura lo declassò a lacchè.
I finti intellettuali mi danno ai nervi, le cicogne fanno il nido sui campanili più alti della Rioja. Ancora non mi conosci? Dopo tutto questo tempo, non hai capito a che gioco giochiamo?
La ragazza di Colleferro aveva i lineamenti semplicemente perfetti, era più bella di un’attrice francese, ma se apriva bocca ne usciva un coatto raro. Un suono gutturale da scaricatore, da borgataro. Eppure tutti ne restavano ammaliati. Attraversavano la strada, cambiando marciapiede solo per vederla da vicino. Lui invece, se ne stava in disparte, tra i suoi collage atroci. Si era innamorato una sola volta della femmina sbagliata e mai più. Era uno che inventava storie. Le storie poi prendevano vita e lo ignoravano ingrate. Altri se ne appropriavano, afferrandole in aria, le pubblicavano e vincevano Strega, Campiello e Bancarella. Tra le pieghe sopravvivono i ricordi, le immagini fugaci, raccolte con la coda dell’occhio, gli amori non censiti, le passioni mute.
Tutta la scrittura di cui era stato capace, raccolta sui taccuini da reporter. Un numero infinito di numeri di telefono, di appuntamenti con la storia. Cose morte, crimini passati in giudicato mentre a noi staccavano la luce, il telefono e il gas. Faceva freddo. Chiamavo la SIP con il telefono fisso, giravo la rondella con i numeri e mi girava la testa a guardarla. Mia madre mi guardava emozionata, sullo stipite della porta, incerta sul da farsi. Nell’incertezza non faceva niente. Niente di niente. È toccato a me. Tocca spesso a me. Sulla spiaggia di ciottoli è rimasto un ombrellone. Verso sera I mulinelli raccolgono la polvere e i detriti. Nonostante tutto Achei e Troiani sono rimasti amici. Ci vediamo a The PHAIR a Torino per la terza settimana del mese. Il weekend successivo opening Elena Cucci. A inizi Giugno pop-up Erendira Reyes, e Peter Meehan. Ricordo ancora il primo gioco della bottiglia. I primi baci sulle guance.
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Amici: Italian only this time, but I come to you with amazing news. My friend Peter will grace us with his Chicagoan presence shortly, second week in June and we’ll open his show in the new location. I’m beyond happy to write it down, after many rescheduling ( often a product of the grassroots low-budget dynamics We are happily entangled by ).
But fear not: we will have some old fashioned fun. Next one on his amazing artwork and grace.
love g